BIOACUSTICA 
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Segni del calo uditivo

IPOACUSIA

Con il termine di ipoacusia si indica un deficit della funzione uditiva, ossia una riduzione della capacità di raccogliere ed elaborare i suoni e quindi di “sentire”. L’ipoacusia può essere classificata in diverse forme sulla base di vari criteri: rispetto alla causa del danno, rispetto alla sede del danno, rispetto all’età di insorgenza, rispetto alla gravità e può interessare un solo orecchio(ipoacusia monolaterale) o entrambe(ipoacusia bilaterale).

Classificazione delle ipoacusie

Da un punto di vista prettamente clinico le ipoacusie vengono classificate sulla base di diversi criteri:

1. Classificazione in base alla sede della lesione

1.1. Ipoacusia di tipo centrale

È dovuta a un’alterazione dei meccanismi di elaborazione nervosa ed encefalica del suono. Tale condizione è spesso caratterizzata da una soglia uditiva pressoché normale o da ipoacusia di grado lieve associata a un’accentuata difficoltà nella discriminazione verbale. Pur in assenza di particolari difficoltà nel percepire i suoni si hanno gravi difficoltà nel seguire i discorsi, specie in ambienti con accentuato rumore di fondo. Questo è ciò che si verifica nella neuropatia uditiva.

1.2. Ipoacusia di tipo periferico

Il danno è localizzato a livello delle strutture dell’orecchio. Se ne possono distinguere tre tipi:

1.2.1.Ipoacusia neurosensoriale

Si verifica quando il danno è a carico delle cellule ciliate dell’orecchio interno, che quindi non possono più elaborare il suono in maniera corretta. Tale ipoacusia si riscontra ad esempio in soggetti di età superiore ai 65 anni (presbiacusia) e in soggetti che, per motivi lavorativi o per stili di vita, sono esposti a rumori di elevata intensità per lungo tempo (ipoacusia da rumore).

1.2.2. Ipoacusia trasmissiva

È la condizione in cui vi è un ostacolo nella trasmissione delle onde sonore alle strutture recettoriali e alle strutture nervose, le quali risultano integre e ben funzionanti. Tale quadro di ipoacusia può riconoscere differenti cause:

  • ostruzioni (tappo di cerume, esostosi del condotto uditivo esterno)

  • patologie infiammatorie (otite esterna, otite media, perforazione timpanica)

  • alterata ventilazione dell’orecchio medio per disfunzione della Tuba di Eustachio

1.2.3. Ipoacusia di tipo misto

In questo caso l’ipoacusia risulta causata da alterazioni che coinvolgono sia le strutture dell’orecchio medio che le strutture dell’orecchio interno come accade ad esempio nell’otosclerosi.

2. Classificazione in base all’epoca di insorgenza

2.1. Ipoacusia congenita

È una condizione di deficit uditivo presente già al momento della nascita secondaria a fattori ereditari (secondaria ad alterazione genetiche) o acquisiti (secondaria a infezioni materne contratte durante la gravidanza, o all’uso di alcuni farmaci durante tale periodo)

2.2. Ipoacusia acquisita

Si parla di Ipoacusia acquisita quando questa insorge dopo la nascita. Tale condizione è spesso dovuta a infezioni acquisite nei primi anni di vita del bambino (per esempio meningite, parotite o morbillo) o conseguenti a recidivanti patologie infiammatorie a carico dell’orecchio in età pediatrica. L’ipoacusia acquisita è a sua volta distinta in ipoacusia prelinguale e postlinguale ad insorgenza rispettivamente prima o dopo l’acquisizione del linguaggio da parte del bambino.

3. Classificazione in base alla gravità

Sulla base della gravità è possibile distinguere l’ipoacusia valutando il valore di soglia uditiva (il suono a più bassa intensità che il soggetto riesce a percepire), ossia la “quantità” di perdita uditiva, stabilita mediante esame audiometrico tonale:

  • Lieve: soglia audiometrica compresa tra i 20 e i 40 dB

  • Moderata: compresa tra 41 e 70 dB

  • Grave: tra 71 e 95 dB

  • Profonda: soglia audiometrica oltre i 95 dB


 

  1. Sede della lesione

  2. Epoca di insorgenza

  3. Gravità

I più comuni sintomi dell’ipoacusia


 

Tra i sintomi che si riscontrano in chi avverte un calo dell’udito, uno dei più comuni è la difficoltà di percepire con chiarezza i suoni in ambienti e situazioni della vita quotidiana, come:

  • conversazioni in contesti affollati e rumorosi (ad esempio, al supermercato e al ristorante)

  • ascolto della voce dei bambini

  • dialoghi articolati sottovoce o in ambienti riverberanti (ad esempio, in chiesa)

  • conversazioni al telefono

  • ascolto di fonti sonore come televisione o radio

  • dialoghi in macchina

  • riunioni in ambiente di lavoro (difficoltà ad ascoltare più voci contemporaneamente)

E' importante affidarsi ad una visita orl (otorinolaringoiatrica) specialistica per rilevare l’eventuale presenza dell'ipoacusia, il grado e la migliore soluzione terapeutica.

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